La radianza permette di quantificare la quantità di luce emessa da una sorgente che verrà ricevuta da un dato sistema ottico rivolto verso la sorgente e caratterizzato da un determinato diametro angolare. Essendo anche l'occhio un sistema ottico, la radianza fornisce una buona stima della luce ricevuta sulla retina, per questo motivo viene utilizzata esclusivamente per le lunghezze d’onda visibili. La radianza può essere calcolata per sorgenti puntiformi dividendo l’irradianza P per l’angolo solido Ω. Per stimare il rischio occorre valutare la radianza che tiene conto della sensibilità dell’uomo alle varie lunghezza d’onda moltiplicando per opportuni coefficienti correttivi B(λ), la radianza così calcolata viene definita “ efficace”.
In forma semplificata a livello operativo la radianza si può stimare con la formula seguente utilizzando l'irradianza P :
A titolo di esempio si consideri un sistema di illuminazione costituito da 3 lampade fluorescenti da 36 W (nell’ipotesi di radiazione monocromatica) cadauna collocate su un rettangolo di lati 0,6 m e 1,2 m e di voler calcolare tramite misurazioni la radianza in luce blu a 1 metro di distanza. Si ipotizza inoltre che la persona sia posta direttamente fronte la sorgente .Si assumono quindi i seguenti dati :
- A = 0,072 m2
- R = 1 m
- P = 440 mW/m2 (misurata a 1 m con B(λ)= 1)
Inserendo i dati otteniamo : Lb= 6,12 W×m-2×sr-1
Il dato Lb è da confrontare poi con i limite pertinente come per esempio il limite d. Allegato XXXVII.
Nel caso in cui il ricettore fosse inclinato rispetto la normale della sorgente di un angolo ɣ è necessario moltiplicare per il coseno dell’angolo stesso. Nel caso in cui l’angolo è retto l’esposizione risulterà nulla.